Rassegna Stampa · 27 Novembre 2025

Un Medioevo tutt’altro che oscuro

da "Povero Medioevo, frainteso da tutti perché il potere lo manipola da sempre" di Federico Canaccini, da La Stampa del 27 novembre 2025

Federico Canaccini, sulla Stampa, si è occupato di un grande equivoco molto noto a chiunque si interessi di storia: il Medioevo non è stato un’epoca così buia e brutale come spesso si ritiene nell’opinione pubblica. È infatti un’immagine che la storiografia più recente ha parzialmente superato, sostituendo ad esempio l’idea delle “invasioni barbariche” con quella di migrazioni di popoli, più aderente alla complessità dei processi storici e meno esposta alle distorsioni ideologiche del passato.

Canaccini ricorda come la narrazione tradizionale, quella di popoli feroci che travolgono una civiltà raffinata, sia in larga parte frutto di secoli di letture distorte. Le descrizioni tardo-romane, come quelle sui Vandali guidati da Genserico, hanno alimentato per secoli l’immaginario di devastazione assoluta: da qui termini ancora oggi in uso come “vandalismo”. Eppure, questa cornice è stata spesso manipolata: la propaganda fascista, per esempio, recuperò negli anni Venti l’idea dei barbari come assassini dell’Impero per sostenere un progetto imperiale e razzista. Anche l’editto di Caracalla fu reinterpretato in chiave etnica: un giovane Giorgio Almirante lo bollò come origine della “decadenza della romanità”.

L’articolo fa però riferimento anche alla Russia sovietica e alla costruzione del mito patriottico: nel 1938 Stalin promosse il film Alexander Nevskij di Eisenstein, funzionale a un messaggio di unità nazionale e resistenza al nemico germanico. Nonostante il patto Molotov-Ribbentrop del 1939, nel 1941 Hitler lanciò l’Operazione Barbarossa, e la propaganda sovietica fece del personaggio medievale l’incarnazione della patria che non si piega. Il film sembrò quasi anticipare il destino dell’invasione nazista.

La figura di Nevskij venne poi elevata a simbolo militare: Caterina I aveva inaugurato nel 1725 l’Ordine imperiale a lui dedicato, abolito nel 1917 ma ripristinato da Stalin nel 1942, epurato dei riferimenti religiosi. In quegli anni, la Chiesa ortodossa tornò sorprendentemente vicina al regime, definendo la guerra contro Hitler una missione quasi sacra. Nel 1943 Sergio divenne Patriarca, suggellando la riconciliazione tra Stato e religione in nome della patria minacciata.

Ma l’immaginario medievale riguarda anche la nostra contemporaneità. Nel 2010 Vladimir Putin ha rifondato l’Ordine di Alexander Nevskij, trasformandolo in un riconoscimento civile. Tra gli insigniti, anche il patriarca Cirillo, le cui parole dopo l’invasione dell’Ucraina (che definisce una lotta metafisica contro il Male e il “nazismo”) mostrano come miti medievali, costruiti e ricostruiti nel tempo, continuino a essere mobilitati per giustificare conflitti contemporanei.

Secondo Canaccini, il Medioevo è stato meno oscuro di quanto si creda. Ma è continuamente oscurato da chi, ieri come oggi, lo usa per costruire narrazioni di potere.

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