Rassegna Stampa · 29 Marzo 2026

Una lettera dai Gulag

da "La cartolina del '42 dal Gulag consegnata 82 anni dopo" di Mirella Armiero, dalla Lettura del Corriere della Sera del 29 marzo 2026

Mirella Armiero racconta sulla Lettura del Corriere della Sera la storia di una lettera scritta da un Gulag (il campo di prigionia dell’Unione Sovietica) e arrivata a destinazione 82 anni dopo. Lo scrittore polacco Gustaw Herling non spedì mai un messaggio affidatogli da un compagno di prigionia. La figlia Marta ha poi rintracciato in Kazakistan il villaggio d’origine di qull’uomo, Ilarion Ivanov, e nel 2024 è andata a consegnare il biglietto postale alla nipote. Quell’esperienza è ora diventata un documentario (“Una cartolina da «Un mondo a parte»”, regia di Jan Soskinski).

Il testo della lettera è semplice: «Io sono sono ancora vivo e sto bene», ma, «scritta nel gelo del gulag, dove la sopravvivenza è una conquista», scrive Armiero, «il messaggio è più forte e significativo».

Herling lasciò il Gulag nel 1942: la sua esperienza la raccontò nel libro “Un mondo a parte” (1951). Nel libro racconta di avere avuto il compito di imbucare la lettera, appena fosse ridiventato un uomo libero. «Non lo fece, per prudenza, per il terrore di essere contro dalla polizia, ma fu afflitto poi dal senso di colpa.

Herling sposerà Lidia, figlia di Benedetto Croce, conosciuta a Sorrento durante la guerra. Dopo la morte, nel 2000, il suo archivio confluì negli spazi della Fondazione Benedetto Croce di Napoli. Compresa la lettera di Ivanov.

«Solo nel 2019 però il pezzo di carta cade sotto gli occhi di uno studioso e sceneggiatore, Andrzej Mietkowski, che con Marta Herling concepisce l’idea di recapitare il messaggio e di raccontare l’impresa in un film».

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