Rassegna Stampa · 9 Novembre 2025

Come l’India ha trasformato il mondo

da "Diamo all'India ciò che è dell'India" di Giuliano Boccali, Domenica, Sole 24 Ore, 9 novembre 2025

«Questo libro intende mettere in luce il ruolo spesso misconosciuto dell’India nel mondo antico e altomedievale, sia come fulcro economico e pilastro del commercio internazionale, sia come fucina di civiltà e motore di trasmissione culturale, pienamente alla pari e sullo stesso livello della Cina».
Così lo storico William Dairymple presenta La via dell’Oro. Come l’India antica ha trasformato il mondo, appena uscito in Italia per Adelphi e recensito nel domenicale del Sole 24 Ore da Giuliano Boccali.

Si tratta di una storia fondamentale, ma spesso dimenticata. A limitarne il riconoscimento avrebbe contribuito la frammentazione politica del mondo indiano, che avrebbe impedito la circolazione internazionale di un’immagine unitaria dell’India. Inoltre, la storiografia inglese non è mai stata incline a riconoscere l’India come grande cultura civilizzatrice; ha anzi preferito descriverla come un territorio da colonizzare “nel suo stesso interesse”.

A imporsi, invece, è stata l’immagine della Cina come grande motore della civiltà. Emblematica la fortuna della Via della Seta, sebbene fosse – ricorda Dairymple – «un’idea del tutto ignota nell’antichità e nel Medioevo», elaborata soltanto nel 1877 e così denominata dal 1938, fino alla sua rinascita in epoca contemporanea con la spinta di Xi Jinping.

Ben meno nota è la grandezza dell’università buddhista di Nalanda, nel Nagadha: «fiorente dal II secolo d.C.», osserva Boccali, «vi hanno insegnato maestri di fama planetaria».

In sintesi, Dairymple restituisce equilibrio al ruolo dell’India antica nel mondo, puntando su tre grandi assi culturali: la nascita e la lenta diffusione in Asia del buddhismo; l’influenza dell’induismo e del sanscrito; e l’elaborazione dello “zero” numerico, con un sistema posizionale in base dieci e altre conoscenze all’avanguardia nel campo matematico e scientifico.

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