Segnalazioni · 22 Settembre 2026

Nazionalismi e “pulizia etnica” in Bosnia-Erzegovina di Simone Malavolti (Pacini Editore, 2024)

Dalla convivenza alla persecuzione: attraverso il caso di Prijedor, lo storico Simone Malavolti ricostruisce come il progetto nazionalista serbo, la conquista del potere e la propaganda prepararono la “pulizia etnica” nella guerra di Bosnia.

Nazionalismi e “pulizia etnica” in Bosnia-Erzegovina. Prijedor (1990-1995)
Simone Malavolti

Pacini Editore, 2024 – 288 pagine

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Nell’estate del 1992, le immagini dei prigionieri emaciati dietro il filo spinato portarono all’attenzione internazionale il nome di Prijedor, nella Bosnia nordoccidentale. Pochi mesi prima, il 30 aprile, i nazionalisti serbo-bosniaci avevano preso il controllo della città. Simone Malavolti ricostruisce il percorso che condusse alla persecuzione della popolazione non serba, agli internamenti e alle espulsioni, collocando le vicende locali nella dissoluzione della Jugoslavia.

Attraverso documenti, testimonianze e stampa dell’epoca, il libro esamina l’intreccio tra conquista delle istituzioni, organizzazione militare e propaganda. Particolare attenzione è dedicata al giornale Kozarski Vjesnik e a Radio Prijedor: strumenti con cui alimentare la paura, trasformare i vicini in nemici e legittimare l’imposizione di una nuova identità serba alla città.

La violenza di massa emerge così come l’esito di un processo di progressiva distruzione della convivenza. Lo studio restituisce anche le iniziative di chi cercò di opporsi alla divisione nazionalista, mostrando le alternative che furono sconfitte. Una prospettiva che permette di comprendere, attraverso la storia di una comunità, i meccanismi politici e sociali della “pulizia etnica”.

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