Rassegna Stampa · 11 Gennaio 2026

Storia delle Olimpiadi

da "Politica e ambiente sfidano lo sport" di Giuseppe Sarcina, da La Lettura del Corriere della Sera del 11 gennaio 2026

Alla vigilia dei Giochi invernali di Milano-Cortina (6-22 febbraio), Giuseppe Sarcina ha intervistato Umberto Tullio, professore di Storia contemporanea all’Università di Trento, e autore della Breve storia delle Olimpiadi, sempre per Carocci, appena uscita in una nuova edizione.

A partire dalla figura di de Coubertin, inventore delle “Olimpiadi moderne”: «Su di lui esistono narrazioni apologetiche e quasi mitologiche. L’uomo di pace, che vuole superare la guerra attraverso le competizioni sportive», spiega Tulli. «In parte sono corrette. Però de Coubertin è anche un esponente della nobiltà francese, che esce sconfitta dalla guerra franco-prussiana e che vuole affermare il primato e la grandeur del suo Paese. È figlio del suo tempo e della tensione di fine Ottocento tra nazionalismo e internazionalismo. Una tensione, per altro, che è entrata e rimane ancora oggi nelle Olimpiadi».

Secondo Tulli, le Olimpiadi sono un «fenomeno politico e subiscono i condizionamenti della politica», per esempio nei tentativi (più o meno riusciti) di boicottaggio, per esempio a Melbourne ’56, Montreal ’76, Mosca ’80 o Los Angeles ’84. L’esempio più noto è quello delle origini, la celebre Olimpiade di Berlino nel 1936, che per altro fu assegnata alla Germania prima che Hitler salisse al potere: «Sono tante le ragioni che attribuiscono un ruolo di primo piano a quell’edizione: l’uso della propaganda interna e internazionale; l’occasione per rafforzare la costruzione del regime, mantenendo la repressione; l’innovazione del cerimoniale olimpico; una campagna internazionale di boicottaggio per condannare le politiche antisemite di Hitler».

Ma la storia delle Olimpiadi è anche segnata, più di recente, dal difficile rapporto tra il blocco europeo-americano e il resto del mondo: «Il Cio nasce alla fine dell’Ottocento in uno spazio transatlantico costituito da imperi. E nasce anche come un’organizzazione fondata da élite e da soli uomini», ricorda Tulli. «Queste due caratteristiche sono state dure a morire e hanno scandito la storia delle Olimpiadi fino ad anni recenti. La percezione è che lo sport internazionale sia stato dominato da atleti, pratiche e discipline per le più occidentali. Tanto più per l’Olimpiade invernale. Da una quarantina d’anni, il Cio ha allargato la propria composizione, più donne e meno europei».

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