Appuntamenti con la storia

Pacifismo: una storia lunga e plurale, un futuro da reinventare (con Roberto Della Seta)

13 Marzo 2026 · Fondazione Friuli - Udine

Data e ora

Venerdì, 13 Marzo 2026 18:30

Località

Fondazione Friuli - Udine Via Gemona, 1 - Udine


I movimenti pacifisti in forma organizzata esistono in Europa e in Occidente da quasi due secoli. La loro storia ha una dimensione e una direzione unitarie, collegate al progressivo affermarsi nelle opinioni pubbliche e nel senso comune della pace come valore primario. E però è una storia decisamente plurale. Fatta di pacifismi e pacifisti “assolutisti” – la pace a qualunque costo, senza “se” e senza “ma” – e “possibilisti” – l’impegno per la pace ricco invece di “se” e di “ma”, vincolato a valori altrettanti prioritari dalla giustizia alla rivoluzione alla difesa nazionale.

Ed è una storia, ancora, che ha conosciuto un “primo tempo”, un “intervallo” e un “secondo tempo” tra loro separati e in parte contrapposti. Nell’Ottocento l’affermarsi del pacifismo come ideale umanitario, cosmopolita. A cavallo tra Ottocento e Novecento l’incontro dell’idea pacifista con due grandi movimenti sociali e culturali che occuperanno da protagonisti per quasi un secolo la scena europea: nazionalismo e socialismo. Dall’indomani della prima guerra mondiale l’emergere di un pacifismo “nazionalizzato” tuttora in campo, che declina il no alla guerra come “interesse nazionale”: non condanna la guerra in sé, rifiuta di partecipare o collaborare a guerre “altrui” perché non sono “affari nostri”. Rifiuta, come dicevano e scrivevano alla fine degli anni ’30 molti pacifisti francesi contrari alla guerra contro Hitler, di “morire per Danzica”.

Infine, da almeno mezzo secolo l’aspirazione alla pace, il no alla guerra si presentano spesso come posizioni e sensibilità “strabiche”: a difesa delle “vittime” delle guerre se i “carnefici” sono vicini all’Occidente, indifferenti a ogni distinzione tra aggressori e aggrediti solo se gli aggrediti, come nel Caso dell’Ucraina, “Occidente” vorrebbero diventarlo.  

Oggi che l’idea di pace fa i conti con un mondo dominato da un caos geopolitico senza precedenti, il pacifismo vive un presente e ha davanti un futuro del tutto incerti. O cambia radicalmente, com’è cambiata la storia, oppure si riduce a comparsa sulla scena sociale e culturale globale. 


Ingresso libero fino a esaurimento posti

Roberto Della Seta si occupa da sempre di temi ambientali, è stato presidente di Legambiente e poi parlamentare, e affianca a questo impegno un’attività di ricerca che nasce dalla sua formazione di storico. Ha pubblicato saggi sulla storia del pensiero e dei movimenti ecologici e sulla storia delle idee nel ‘900: tra questi “La difesa dell’ambiente in Italia” (1999), il “Dizionario del pensiero ecologico” (con Daniele Guastini, 2007), “Dal rosso al nero. Cento anni di socialisti e comunisti passati a destra” (2021), “Pacifismi. Storia plurale di un’idea controversa” (2025). Ha fondato e dirige il “Festival internazionale dell’economia circolare e della transizione ecologica”.


Introduce: Tommaso Piffer – Professore associato di Storia contemporanea all’Università degli Studi di Udine. Prima di prendere servizio a Udine è stato Marie Curie fellow a Harvard e Cambridge, ricercatore della Higher School of Economics a Mosca e Bodossakis Junior Research Fellow del Churchill College di Cambridge. La sua ultima pubblicazione è Sangue sulla resistenza. Storia dell’eccidio di Porzûs (Mondadori, 2025). È direttore scientifico del Circolo della Storia.


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