Rassegna Stampa · 13 Giugno 2026

Conoscere il nemico

da "Conoscere il nemico. Per batterlo" di Luciano Canfora, Corriere della Sera, 11 giugno 2026

Sul Corriere della Sera, Luciano Canfora ha scritto di Degenerati al potere (Bollati Boringhieri), un libro quasi dimenticato dello psichiatra ebreo tedesco Arthur Kronfeld, riproposto e curato da Luciano Mecacci. Si tratta di un documento nato negli anni Trenta e destinato inizialmente ai vertici sovietici, nel quale Kronfeld tenta di analizzare la personalità e il comportamento dei dirigenti nazisti, a partire da Adolf Hitler.

Kronfeld (1886-1941) era stato una figura di primo piano della psichiatria tedesca e dell’Istituto di sessuologia di Berlino. Costretto a fuggire dalla Germania nazista, si rifugiò a Mosca nel 1936, dove divenne medico di dirigenti sovietici. Si suicidò nell’ottobre 1941, quando le truppe tedesche si avvicinavano alla capitale sovietica.

Secondo Canfora, il valore del libro deriva dal fatto che Kronfeld aveva conosciuto personalmente diversi esponenti del nazismo e aveva osservato da vicino Hitler, anche durante il processo Abel-Hitler del 1932. Forte di questa esperienza diretta, elaborò un pamphlet che descriveva i capi del Terzo Reich come individui patologici, narcisisti e criminali.

La vicenda editoriale del testo è particolarmente significativa. Come ricorda Canfora, il manoscritto fu stampato in poche decine di copie all’inizio del 1939 per uso interno del Comitato centrale del Partito comunista sovietico. In quel momento l’Urss vedeva nella Germania nazista il principale pericolo e considerava utile conoscere l’avversario attraverso la testimonianza di un osservatore privilegiato.

La situazione cambiò radicalmente nell’agosto 1939 con il patto di non aggressione tra Germania e Unione Sovietica. Dopo l’accordo Molotov-Ribbentrop, il libro risultava politicamente imbarazzante e venne accantonato. Tornò invece in circolazione dopo il giugno 1941, quando l’invasione tedesca dell’Urss rese nuovamente necessaria una propaganda antinazista. In quella fase il testo fu ristampato e diffuso in centinaia di migliaia di copie.

Canfora inserisce la storia del volume nel più ampio dibattito storiografico sulle relazioni tra Stalin e Hitler. Ripercorre il contesto internazionale che precedette il patto del 1939, il fallimento delle trattative tra Urss, Francia e Regno Unito e le diverse interpretazioni sul significato dell’accordo tra Mosca e Berlino. Richiama inoltre le memorie di Molotov, i diari di Georgi Dimitrov e le discussioni sul grado di preparazione sovietica all’attacco tedesco del 1941.

Particolarmente interessante è il giudizio che emerge su Hitler. Canfora nota come Molotov, molti anni dopo, ricordando proprio le osservazioni di Kronfeld, definisse il Führer soprattutto «un narciso», mentre il ministro degli Esteri Joachim von Ribbentrop appariva come un opportunista privo di particolare spessore.

Da questo punto di vista, il testo di Kronfeld, pur contenendo alcune inesattezze evidenziate nelle note di Mecacci, rappresenta una testimonianza preziosa sulla percezione del nazismo da parte di un osservatore contemporaneo.

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