Rassegna Stampa · 30 Aprile 2026

Il bambino dell’apocalisse

da "Il bambino dell'apocalisse" di Roberto Persico, dal Foglio, 29 aprile 2026

Nel primo Trecento, nel sud della Francia, comincia a circolare una lettera attribuita al Gran Maestro degli Ospitalieri: annuncia la nascita a Babilonia di un bambino prodigioso, capace di parlare fin dai primi mesi. Potrebbe essere l’Anticristo. È una notizia inverosimile, eppure destinata a durare secoli. A questo è dedicato il nuovo libro di Lucio BiasioriIl bambino dell’apocalisse (il Mulino), recensito da Roberto Persico sul Foglio del 29 aprile.

La forza di questa storia sta nella sua persistenza. Nonostante i dubbi iniziali e i divieti ecclesiastici di annunciare la venuta dell’Anticristo in termini concreti e databili, la lettera continua a circolare «da un capo all’altro dell’Europa», mutando forma ma conservando il suo nucleo. L’ultima traccia documentata risale addirittura al 1792.

Biasiori si chiede come sia possibile una simile longevità per una notizia così fragile. Una prima risposta, scrive Persico, riguarda i meccanismi della comunicazione: l’attribuzione a una fonte autorevole rafforza la credibilità, così come la ripetizione nel tempo. Anche chi non crede del tutto alla notizia può contribuire a diffonderla, semplicemente perché la trova interessante. È, in sostanza, una “fake news” ante litteram che si autoalimenta.

C’è poi un livello più profondo. «Simili notizie rispondevano al bisogno di spiegare la presenza del male nel mondo»: un bisogno costante, che attraversa le epoche. In questo senso, scrive Persico, le dinamiche della diffusione non sono così lontane da quelle dei social contemporanei.

Infine, il contesto storico. La profezia riemerge nei momenti di crisi: dalla caduta di San Giovanni d’Acri alla paura del Turco, dalla stagione di Giovanna d’Arco alla Riforma protestante, fino alla rivoluzione francese. Ogni volta, la figura dell’Anticristo viene utilizzata per colpire l’avversario, trasformando una narrazione apocalittica in uno strumento politico. Il risultato è una storia che attraversa i secoli adattandosi ai conflitti e alle paure del momento.

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