Approfondimenti · 7 Agosto 2026

Per approfondire: libri, film, podcast e risorse sulla Russia post-sovietica

Dalla storia dell’Unione Sovietica alla Russia di Putin, dall’Ucraina al Caucaso: una guida ragionata a saggi, romanzi, documentari, serie video, podcast, newsletter, archivi e siti per continuare il percorso dello speciale «La lunga fine dell’Urss»

Consigli realizzati in collaborazione con Memorial Italia

Speciale · La lunga fine dell’Urss

Per approfondire

Libri, documentari, corsi, podcast, newsletter e archivi per chi non vuole fermarsi agli articoli dello speciale.

Una guida ragionata per continuare a leggere, guardare e ascoltare: dalla storia sovietica alla Russia di Putin, dall’Ucraina al Caucaso, dalla memoria del Gulag alle fonti indipendenti che raccontano il presente.

01

Libri

Tre percorsi diversi: saggi per orientarsi, narrativa per entrare nelle vite e classici sovietici per capire le radici più profonde.

1.1

Saggistica

Storia, politica, memoria, cultura e trasformazioni della Russia e dello spazio post-sovietico.

Copertina di L'Unione Sovietica 1914-1991, di Andrea Graziosi
Andrea Graziosi Il Mulino, 2011

L’Unione Sovietica 1914-1991

La sintesi italiana di riferimento sull’intera parabola sovietica, opera di uno dei maggiori storici del campo. Versione compatta dei due volumi maggiori dell’autore, condensa rivoluzione, stalinismo, guerra, disgelo e crollo in un’unica narrazione, corredata da una parte storiografica che discute le grandi questioni interpretative. Denso ma accessibile, è il libro da tenere a portata di mano per orientarsi prima di affrontare letture più specialistiche o tematiche.

Copertina di La rivoluzione globale. Storia del comunismo internazionale 1917-1991, di Silvio Pons
Silvio Pons Einaudi, 2012

La rivoluzione globale. Storia del comunismo internazionale 1917-1991

Professore alla Normale di Pisa e presidente della Fondazione Gramsci, l’autore è uno dei maggiori storici italiani del comunismo internazionale. Ricostruisce in un arco unitario l’ascesa e la caduta del movimento dalla Rivoluzione d’Ottobre al 1991. Tesi: il comunismo non fu un’illusione marginale, ma una componente costitutiva della globalizzazione novecentesca; il suo collasso fu provocato involontariamente da Gorbačëv. Cornice ideale per capire perché il 1991 non è stato un incidente.

Copertina di Le porte d'Europa. Storia dell'Ucraina, di Serhii Plokhy
Serhii Plokhy Mondadori, 2022

Le porte d’Europa. Storia dell’Ucraina

Professore all’Università di Harvard, l’autore è la voce più autorevole sulla storia ucraina. Questo libro, uscito in originale nel 2015, racconta l’Ucraina da terra di confine fra imperi al moderno stato-nazione, con un capitolo decisivo sulla dissoluzione sovietica e gli anni dell’indipendenza. Indispensabile per disinnescare la narrazione putiniana di un’Ucraina “artificiale”: premessa storica obbligata per capire il 2022 e tutto ciò che ne consegue.

Copertina di Il ritorno della storia. Il conflitto russo-ucraino, di Serhii Plokhy
Serhii Plokhy Mondadori, 2023

Il ritorno della storia. Il conflitto russo-ucraino

Seguito ideale del volume precedente, scritto a guerra in corso. Plokhy data l’inizio del conflitto al 2014, ne ricostruisce l’evoluzione nell’arco di un decennio e mostra come le radici stiano nel collasso imperiale incompiuto. Particolarmente prezioso è il modo in cui collega l’ideologia russkij mir alle ambizioni espansionistiche dell’élite del Cremlino.

Copertina di Storia dell'Ucraina. Dal Medioevo a oggi, di Yaroslav Hrytsak
Yaroslav Hrytsak Il Mulino, 2023

Storia dell’Ucraina. Dal Medioevo a oggi

Hrytsak è il più importante storico ucraino contemporaneo. Ricostruisce un’identità nazionale plurale e non lineare, con un “intermezzo” dedicato espressamente alla storia della lingua ucraina e un capitolo finale aggiornato per l’edizione italiana. Strumento ideale per disinnescare l’idea che essere russofoni significhi essere russi: l’Ucraina, la Bielorussia, il Kazakistan ospitano milioni di russofoni che russi non si sentono affatto. Sostituisce The Affirmative Action Empire: Nations and Nationalism in the USSR, 1923-1939 di Terry Martin (2001), il più grande lavoro sulle politiche sovietiche delle nazionalità.

Copertina di Gli uomini di Putin. Come il KGB si è ripreso la Russia e sta conquistando l'Occidente, di Catherine Belton
Catherine Belton La nave di Teseo, 2020

Gli uomini di Putin. Come il KGB si è ripreso la Russia e sta conquistando l’Occidente

Inchiesta della corrispondente del Financial Times da Mosca, frutto di anni di reportage e analisi di fonti dirette. Ricostruisce come una rete di ex agenti del KGB abbia preso il controllo dell’economia russa dopo il 1991 e abbia poi proiettato la propria influenza sull’Occidente. Sopravvissuto a una serie di cause legali milionarie da parte degli oligarchi: la ricostruzione più solida del milieu da cui è uscito Putin.

Copertina di Il futuro è storia. Come il totalitarismo si è ripreso la Russia, di Masha Gessen
Masha Gessen Sellerio, 2019

Il futuro è storia. Come il totalitarismo si è ripreso la Russia

National Book Award 2017. Gessen segue le vite di quattro russi nati a cavallo del crollo dell’URSS, figli della speranza democratica eltsiniana, attraverso le due guerre cecene, l’ascesa di Putin, la questione di Crimea. Lavoro saggistico con respiro romanzesco: una storia intellettuale della Russia post-sovietica e del suo riassorbimento totalitario. Della stessa autrice merita anche L’uomo senza volto. L’improbabile ascesa di Vladimir Putin (Sellerio, 2022), biografia politica di Putin.

Copertina di La paura e la ragione. Il collasso della democrazia in Russia, Europa e America, di Timothy Snyder
Timothy Snyder Rizzoli, 2018

La paura e la ragione. Il collasso della democrazia in Russia, Europa e America

Storico dell’Europa orientale all’Università di Yale fino al 2025, poi all’Università di Toronto, l’autore mostra come Putin abbia recuperato e adattato l’ideologo di destra Ivan Il’in costruendo un fascismo di Stato che ha poi esportato in Occidente attraverso disinformazione e manipolazione. Un capitolo cruciale è dedicato alla politica dell’”eternità” contro la politica del “futuro”. Ottimo ponte fra storia russa e crisi contemporanea delle democrazie occidentali, scritto con piglio civile.

Copertina di L'idea russa. Da Dostoevskij a Putin, di Bengt Jangfeldt
Bengt Jangfeldt

L’idea russa. Da Dostoevskij a Putin

a Putin (Neri Pozza, 2022), Slavista svedese, biografo di Majakovskij, Jangfeldt ricostruisce il filo ideologico dell’eccezionalismo russo che attraversa due secoli: dagli slavofili e Dostoevskij, passando per Danilevskij, Leont’ev, l’eurasismo di Trubeckoj, fino a Dugin e Putin. Tesi di fondo: l’aggressione all’Ucraina è la conseguenza logica di un’ideologia formulata da intellettuali russi a partire da Nicola I, oggi diventata ideologia di Stato in sostituzione del comunismo.

Copertina di L'utopia spodestata. Le trasformazioni culturali della Russia dopo il crollo dell'URSS, di Mauro Martini
Mauro Martini Einaudi, 2005

L’utopia spodestata. Le trasformazioni culturali della Russia dopo il crollo dell’URSS

Martini (1959-2005) è stato uno dei massimi slavisti italiani, professore all’Università di Trento, scomparso prematuramente l’anno stesso dell’uscita del libro. Panorama denso e partecipe della cultura russa post-sovietica: letteratura, cinema, teatro, musica, dal vuoto ideologico degli anni Novanta alle prime risposte putiniane in chiave nazional-patriottica. Vi compaiono Limonov, Pelevin, Sorokin, Sokurov, Balabanov, il rock siberiano. Resta la migliore mappa italiana per capire il clima culturale in cui Putin è diventato Putin.

Copertina di La «pace russa». La teologia politica di Putin, di Adriano Dell'Asta
Adriano Dell’Asta Scholé, 2023

La «pace russa». La teologia politica di Putin

Dell’Asta ha insegnato letteratura russa all’Università Cattolica e ha diretto l’Istituto Italiano di Cultura di Mosca: parla la lingua dell’ortodossia dall’interno. In poco più di cento pagine ricostruisce come Putin abbia costruito una vera e propria teologia politica, riprendendo Il’in, l’eurasismo, il Russkij mir, e come il patriarcato di Mosca di Kirill l’abbia legittimata, fino a benedire i missili.

Copertina di Russia. Storia di un impero eurasiatico, di Aldo Ferrari
Aldo Ferrari Mondadori, 2024

Russia. Storia di un impero eurasiatico

Professore all’Università Ca’ Foscari, è il maggiore studioso italiano di Caucaso e Asia centrale. Qui rilegge l’intera storia russa decentrandola: non è solo una parte di Europa che si è mossa verso est, è una potenza eurasiatica, plasmata dal “giogo mongolo” e dai contatti con steppe, Persia, Cina. Sintesi controintuitiva per capire perché la Russia di Putin pensa se stessa come anti-occidentale. Dello stesso autore è da segnalare anche Storia della Crimea. Dall’antichità a oggi (Il Mulino, 2022), unica monografia italiana sulla penisola.

Copertina di Pietroburgo. Dagli assassini degli zar al cuoco di Putin, di Anna Zafesova
Anna Zafesova Paesi Edizioni, 2025

Pietroburgo. Dagli assassini degli zar al cuoco di Putin

Zafesova, moscovita di origine, da trent’anni giornalista presso La Stampa, voce italiana di riferimento sulla Russia, propone una biografia geopolitica di Pietroburgo: la città di Pietro il Grande è anche quella di Putin, di Sobčak, di Prigožin, dei circoli underground degli anni Settanta e dei silovikí di oggi. Reportage letterario brillante e a tratti spietato, mostra come, a partire da un singolo luogo, si possa seguire il filo che lega impero zarista, dissidenza tardo-sovietica e oligarchia putiniana. Della stessa autrice anche Navalny contro Putin (Paesi Edizioni, 2021), concentrato sul presente.

Copertina di Red Notice. Scacco al Cremlino, di Bill Browder
Bill Browder Baldini e Castoldi, 2016

Red Notice. Scacco al Cremlino

L’autore è stato il più grande investitore straniero nella Russia post-sovietica con il suo fondo Hermitage Capital Management, fino al divieto d’ingresso in Russia nel 2005 per aver cominciato a denunciare la corruzione del sistema. Il suo avvocato Sergej Magnitskij, dopo aver scoperchiato una frode fiscale da 230 milioni di dollari ai danni dello stato, sarà incarcerato, torturato e ucciso in prigione nel 2009. Da quella morte nasce la campagna globale di Browder per l’approvazione del Magnitsky Act, legge di sanzioni mirate adottata da USA e UE. Memoir scritto come un thriller, è il modo più rapido e travolgente per capire dall’interno il capitalismo predatorio degli anni di El’cin e la presa del potere di Putin.

Copertina di Cecenia. Il disonore russo, di Anna Politkovskaja
Anna Politkovskaja Fandango, 2003; 2009 con introduzione di Roberto Saviano

Cecenia. Il disonore russo

La giornalista della Novaja Gazeta è andata oltre quaranta volte in Cecenia per coprire la seconda guerra cecena, vivendo dentro il conflitto, raccogliendo testimonianze di stupri, esecuzioni sommarie, rapimenti compiuti dai militari russi. Atto d’accusa frontale contro Putin, costruito sulla materia del reportage di prima mano. Politkovskaja sarà uccisa nel 2006 davanti al suo palazzo a Mosca, il giorno del compleanno di Putin. Indispensabile per capire come si forma la “questione caucasica” del putinismo. Della stessa autrice occorre leggere anche, tra gli altri, Proibito parlare. Cecenia, Beslan, Teatro Dubrovka (Mondadori, 2007).

Copertina di Niente è vero, tutto è possibile. Avventure nella Russia moderna, di Peter Pomerantsev
Peter Pomerantsev Minimum Fax, 2018

Niente è vero, tutto è possibile. Avventure nella Russia moderna

Pomerantsev, ucraino di nascita, britannico, autore televisivo a Mosca per quasi un decennio, racconta dall’interno la fabbrica della propaganda russa negli anni Duemila e Duemiladieci. Ha coniato l’espressione “dittatura postmoderna” per definire il regime di Putin. Reportage letterario, popolato di figure spettrali, sui meccanismi con cui il Cremlino fabbrica la realtà attraverso la TV e, più in generale, la comunicazione. Più narrativo di un saggio classico, ma rigoroso.

Copertina di I tatari di Crimea. Dalla deportazione al difficile ritorno. 1944-2024, di Marco Buttino
Marco Buttino Scholé, 2024

I tatari di Crimea. Dalla deportazione al difficile ritorno. 1944-2024

Buttino è uno degli storici più solidi sull’Asia centrale e sulle nazionalità sovietiche. Ricostruisce la deportazione staliniana del ’44, l’esilio in Uzbekistan, il ritorno post-1989 e la nuova persecuzione iniziata con l’annessione della Crimea nel 2014. Caso di studio su come Mosca usi la “questione delle nazionalità” per produrre lealtà attraverso violenza e oblio. Tema rarissimo nell’editoria italiana.

Copertina di Tutte le guerre di Putin. Dalla Cecenia all'Ucraina, di Mark Galeotti
Mark Galeotti Gremese, 2023

Tutte le guerre di Putin. Dalla Cecenia all’Ucraina

Galeotti è probabilmente il maggiore analista anglosassone delle strutture di sicurezza russe. Volume agile che ripercorre i conflitti del periodo putiniano (Cecenia, Georgia, Crimea, Donbas, Siria, Ucraina) e ricostruisce la modernizzazione delle forze armate russe, l’uso di mercenari (gruppo Wagner) e la “guerra ibrida”. Tradotto e aggiornato in tempo reale: una buona mappa per orientarsi.

Copertina di La grande carestia. La guerra di Stalin all'Ucraina, di Anne Applebaum
Anne Applebaum Mondadori, 2019

La grande carestia. La guerra di Stalin all’Ucraina

La carestia ucraina del 1932-33 (Holodomor) ricostruita da una delle più note studiose del totalitarismo sovietico (autrice anche di Gulag. Storia dei campi di concentramento sovietici, Mondadori, 2003). Lettura cruciale per capire perché la “questione della memoria” è oggi un fronte caldissimo nelle relazioni russo-ucraine: Putin nega che la carestia fosse mirata, mentre la comunità internazionale la considera un genocidio.

1.2

Narrativa contemporanea

Romanzi, memoir e forme ibride per attraversare dall’interno il mondo post-sovietico.

Copertina di Limonov, di Emmanuel Carrère
Emmanuel Carrère Adelphi, 2012

Limonov

Romanzo-biografia del poeta-bandito Eduard Limonov, dissidente sovietico, clochard a New York, soldato nei Balcani, fondatore del Partito nazional-bolscevico, oppositore di Putin. Attraverso la sua vicenda picaresca, Carrère racconta in trasparenza l’intera storia russa dagli anni Sessanta agli anni Zero. Premio Renaudot. Forse il modo più seducente, e più ambiguamente vertiginoso, per entrare nel labirinto post-sovietico.

Copertina di Tempo di seconda mano. La fine dell'uomo rosso, di Svetlana Aleksievič
Svetlana Aleksievič Bompiani, 2014

Tempo di seconda mano. La fine dell’uomo rosso

Premio Nobel per la Letteratura 2015. Aleksievič raccoglie e monta centinaia di voci di sovietici e post-sovietici fra anni Novanta e Duemila: nostalgici, perdenti della transizione, vittime e carnefici. Polifonia che restituisce la psicologia profonda dell’homo sovieticus sopravvissuto al crollo. Tecnicamente opera di saggistica orale, ma di intensità letteraria pari ai grandi romanzi. Indispensabile per il tema delle “conseguenze umane” della fine dell’URSS.

Copertina di La giornata di un opričnik, di Vladimir Sorokin
Vladimir Sorokin Atmosphere Libri, 2014

La giornata di un opričnik

Distopia satirica ambientata nel 2027, in una Russia neo-zarista, isolata dietro una nuova Grande Muraglia, e riportata a una guardia simile a quella di Ivan il Terribile. Scritta nel 2006, oggi sembra un manifesto profetico. Premio Gregor von Rezzori. Si legge in un soffio. Per chi vuole proseguire: Cremlino di zucchero (Atmosphere Libri, 2016) e La tormenta (Bompiani, 2016).

Copertina di Memoria della memoria, di Marija Stepanova
Marija Stepanova Bompiani, 2020

Memoria della memoria

Romanzo-saggio-archivio di una poetessa russa esule a Berlino dal 2022, dirigente di colta.ru. Ricostruisce la storia di una famiglia ebraica sovietica del Novecento attraverso oggetti, lettere, fotografie, in dialogo con Sebald, Sontag, Barthes. Finalista International Booker Prize. Lavoro magnifico sulla “post-memoria” del trauma sovietico, sull’eredità della Shoah, sulla fragilità del ricordo. Della stessa autrice anche La sparizione (Bompiani, 2025), più direttamente politico, sulla diaspora intellettuale del 2022.

Copertina di Ex figlio, di Saša Filipenko
Saša Filipenko Edizioni E/O, 2022

Ex figlio

Filipenko, bielorusso nato a Minsk nel 1984, scrive in russo ed è in esilio dal 2020. Cysk, sedicenne di Minsk, finisce in coma dopo essere rimasto vittima, nel 1999, della calca nella metropolitana. Si risveglia dieci anni dopo e trova una Bielorussia che non si è mossa di un millimetro: Lukašenko, le solite paure, lo stesso eterno presente. Allegoria politica feroce e tenera. Dello stesso autore merita anche Croci rosse (E/O, 2021), che intreccia gulag staliniani e Bielorussia di oggi. Voce indispensabile per coprire quello spazio.

Copertina di Picnic sul ghiaccio, di Andrej Kurkov
Andrej Kurkov Garzanti, 2000; Keller, 2013

Picnic sul ghiaccio

Kurkov è ucraino di lingua russa, nato a Kyiv: il suo punto di osservazione obliquo è perfetto per chi vuole capire lo spazio post-sovietico. Picnic sul ghiaccio è il suo libro di culto. Kyiv anni Novanta, un giornalista cinico, un pinguino depresso adottato dallo zoo, il caos morale della transizione. Tono leggero e malinconico, retrogusto amarissimo. Successivamente ha scritto reportage e diari di guerra fondamentali, tra i quali Diario di un’invasione, Keller, 2023.

Copertina di Daniel Stein traduttore, di Ljudmila Ulitskaja
Ljudmila Ulitskaja Bompiani, 2010

Daniel Stein traduttore

Ulitskaja è una delle maggiori scrittrici russe contemporanee, oggi in esilio per le sue posizioni contro la guerra. Le sue grandi saghe novecentesche raccontano la società sovietica e post-sovietica attraverso destini individuali (medici, ebrei, intellettuali), restituendo la trama umana che la storia ufficiale schiaccia. Letteratura “tradizionale” di altissima qualità, perfetta per il lettore italiano abituato ai grandi romanzi europei.

Copertina di Il mago del Cremlino, di Giuliano da Empoli
Giuliano da Empoli Mondadori, 2022

Il mago del Cremlino

Grand Prix de l’Académie française 2022. Emmanuel Carrère ne ha scritto la sceneggiatura per il film di Olivier Assayas. Vadim Baranov, alter ego trasparente di Vladislav Surkov, racconta in prima persona la fabbrica della “democrazia sovrana” e l’estetica del potere putiniano. Modo accessibile e letterariamente compiuto per entrare nella stanza dei bottoni del Cremlino.

Copertina di Journey to Karabakh, di Aka Morchiladze
Aka Morchiladze Dalkey Archive Press, 2013; inedito in italiano

Journey to Karabakh

Romanzo di culto della Georgia post-sovietica, pubblicato nel 1992 da uno dei maggiori autori contemporanei del paese, candidato al Nobel 2024. Gio, giovane benestante di Tbilisi, parte con un amico verso il Nagorno Karabakh in cerca di droga a basso costo. Catturato prima dagli azeri e poi dagli armeni, durante la prigionia mette in dubbio il senso del ritorno. Sullo sfondo, le guerre che segnano la fine dell’URSS nel Caucaso meridionale.

1.3

Classici sovietici

Una manciata di opere novecentesche che restano una chiave potente per comprendere la Russia di oggi.

Copertina di Vita e destino, di Vasilij Grossman
Vasilij Grossman Adelphi, 2008

Vita e destino

Il “Guerra e pace del XX secolo”. Scritto fra anni Cinquanta e inizio anni Sessanta, sequestrato dal KGB nel 1961 (Suslov disse all’autore che il libro non sarebbe potuto uscire “per duecento anni”), pubblicato in URSS solo nel 1988. Attorno alla battaglia di Stalingrado costruisce una struttura corale che mette stalinismo e nazismo sullo stesso piano morale. Romanzo totale sulla famiglia, l’esercito, il lager, l’ebraismo sovietico, la coscienza del singolo schiacciato dal sistema. Lettura indispensabile.

Copertina di I racconti della Kolyma, di Varlam Šalamov
Varlam Šalamov Adelphi, 1995 ed. parziale; Einaudi, 1999, ed. integrale

I racconti della Kolyma

Šalamov ha passato diciassette anni nei lager più estremi del sistema concentrazionario sovietico, le miniere d’oro della Kolyma siberiana. I Racconti sono la sua testimonianza letteraria: prosa secca, scarna, antieroica, dove ogni racconto è un’unità di sopravvivenza. Più radicali del Gulag di Solženicyn, perché rifiutano la possibilità stessa del riscatto morale. Per Šalamov il lager è male assoluto e basta.

Copertina di Čevengur, di Andrej Platonov
Andrej Platonov Einaudi, 2015

Čevengur

Platonov era un ingegnere comunista che credeva nella rivoluzione. Čevengur, scritto fra il 1926 e il 1929 e pubblicato in URSS solo nel 1988, racconta di un gruppo di balordi e visionari che cercano nella steppa una città dove “il comunismo si genera da sé”. Il poeta Iosif Brodskij lo poneva all’altezza di Robert Musil; Pier Paolo Pasolini ne celebrava la potenza poetica. Dentro c’è l’utopia rivoluzionaria vista dal basso, dai vinti, prima che diventi macchina staliniana.

Copertina di Cento scene di vita sovietica, di Michail Zoščenko
Michail Zoščenko Mondadori, 2022

Cento scene di vita sovietica

Zoščenko fu lo scrittore più popolare degli anni Venti e Trenta, poi colpito nel 1946 dalla campagna diffamatoria zdanoviana che lo ridusse al silenzio. I suoi racconti brevi descrivono l’homo sovieticus dal basso, attraverso il litigio condominiale, il tram, la coda al negozio, la denuncia anonima. Una lingua, lo skaz, che imita il parlato semicolto e ne svela la deformazione ideologica. Strumento perfetto per capire la psicologia ordinaria dell’URSS, non quella dei vertici.

Copertina di Mosca-Petuškì. Poema ferroviario, di Venedikt Erofeev
Venedikt Erofeev Quodlibet, 2014

Mosca-Petuškì. Poema ferroviario

Scritto nel 1969-70, circolato in samizdat, pubblicato in URSS integralmente solo nel 1989. Il narratore Veničkà sale ubriaco su un treno suburbano da Mosca verso Petuškì, e il viaggio è una via crucis alcolica e mistica attraverso la stagnazione brežneviana. Ritratto definitivo della Russia come “regime morente”, che ha generato la condizione di orfano collettivo degli anni Novanta.

Copertina di La facoltà delle cose inutili, di Jurij Dombrovskij
Jurij Dombrovskij Einaudi, 1979

La facoltà delle cose inutili

Dombrovskij ha trascorso diciotto anni fra carceri, lager (Kolyma compresa) e confino. Il romanzo, ambientato nel 1937 ad Alma-Ata in Kazakistan, segue un archeologo del museo locale catturato dalla macchina del Terrore. Lo stalinismo visto dalla periferia coloniale dell’impero, con una riflessione su cosa rende “inutile” e quindi pericoloso il sapere libero. Pubblicato a Parigi nel 1978. L’autore morì poco dopo, a Mosca, probabilmente a causa di un pestaggio di agenti del KGB.

02

Documentari

Immagini d’archivio, testimonianze sul campo e ritratti del potere: sette porte d’ingresso molto diverse.

Adam Curtis BBC, 2022

Russia 1985-1999: TraumaZone

Sette ore divise in altrettanti episodi, montate solo con materiale d’archivio inedito della BBC di Mosca. Niente voce narrante, solo brevi didascalie: si attraversano perestrojka, crollo, anni ’90, fino all’avvento di Putin, vissuti dal basso. Madri che cercano figli torturati in Cecenia, code per il pane, oligarchi bambini. Curtis dichiara di volere lasciar parlare le immagini, ed è la cosa più potente realizzata sul tema. Disponibile su BBC iPlayer (con VPN) e in alternativa su archive.org. In inglese, ma molte sequenze parlano da sole.

Ezio Mauro La7 / Stand By Me, 2026

Putin – Anatomia di uno zar

Documentario italiano recente (gennaio 2026), trent’anni di storia russa attraverso la figura di Putin, dal 1999 alla guerra in Ucraina. Interviste a Jan Račinskij (Memorial, Nobel per la pace 2022), Anna Zafesova, Andrea Graziosi, Adriano Dell’Asta, Marcello Flores, Aleksandr Baunov. Disponibile in replay sul sito de La7.

Pavel Talankin e David Borenstein 2025

Mr Nobody Against Putin

Premio Oscar per il miglior film documentario 2026. Talankin, videomaker di una scuola di Karabaš negli Urali, viene incaricato dopo il febbraio 2022 di filmare le “lezioni patriottiche” e le esercitazioni paramilitari imposte dal regime; gira di nascosto, fa uscire le riprese dalla Russia e fugge nel 2024. Documento agghiacciante sulla rieducazione bellica dei bambini russi. Su Prime Video.

Daniel Roher HBO/CNN, 2022

Navalny

Premio Oscar per il miglior film documentario 2023. Segue Aleksej Naval’nyj fra l’avvelenamento tramite Novičok nel 2020, le indagini di Bellingcat con cui si smascherano in diretta gli agenti dell’FSB responsabili, fino al ritorno-suicida a Mosca nel gennaio 2021. Naval’nyj è un personaggio scomodo e ambiguo (come Anna Zafesova ricostruisce bene nel suo libro già ricordato), ma il film resta il migliore strumento per capire cosa significa fare opposizione dentro il sistema putiniano.

Vitalij Manskij 2018

Putin’s Witnesses

Manskij è il più importante documentarista russo dissidente. Negli anni 1999-2000 era il videomaker ufficiale del Cremlino e ha filmato in presa diretta il passaggio El’cin-Putin: il film monta quel materiale vent’anni dopo, con uno sguardo retrospettivo amaro. Si vede Putin imbarazzato che non sa ancora come comportarsi, El’cin che pensa di aver scelto bene, e l’élite liberale degli anni ’90 che firma la propria condanna.

Werner Herzog e André Singer 2018

Meeting Gorbachev

Tre lunghe conversazioni di Herzog con Gorbačëv ottuagenario, intrecciate a materiali d’archivio sulla perestrojka, Reykjavík, Černobyl’, il crollo. Herzog non finge neutralità: è apertamente affettuoso, e questo rende il film un controcampo necessario alla retorica nostalgica putiniana sul “tradimento” del 1991.

Mstyslav Černov AP/PBS Frontline, 2023

20 Days in Mariupol

Premio Oscar per il miglior film documentario 2024. Il giornalista di Associated Press Černov è uno degli ultimi reporter rimasti a Mariupol’ nelle prime tre settimane dell’invasione: filma il bombardamento dell’ospedale di maternità, le fosse comuni, i corridoi umanitari saltati. Non è un documentario d’analisi: è materiale storico grezzo. Lo stesso regista ha poi girato 2000 metri ad Andriïvka (2024) sulla controffensiva ucraina.

03

Serie video

Per seguire gli eventi sul campo o costruire, lezione dopo lezione, una base storica più solida.

Vice News 2014-2015

Russian Roulette – Simon Ostrovsky

Oltre 100 video brevi che seguono in presa diretta, dal 2014, l’annessione della Crimea e la guerra del Donbas dal punto di vista di chi era sul campo. L’episodio 31 è la testimonianza di Ostrovsky sul proprio sequestro a Slov’jans’k da parte dei separatisti pro-russi. Resta la migliore cronaca video di quegli eventi. Playlist YouTube ufficiale; archivio integrale su archive.org per i video rimossi.

Timothy Snyder Yale University, 2022

The Making of Modern Ukraine

Corso universitario di Yale, 23 lezioni di un’ora ciascuna, gratis su YouTube. Snyder è uno storico americano dell’Europa orientale (autore de La paura e la ragione); le lezioni ricostruiscono la storia ucraina dai vichinghi della Rus’ di Kiev fino al 2022. Necessario per disinnescare il “non esiste un’Ucraina” della propaganda di Mosca. In inglese, con sottotitoli automatici.

Liberi Oltre le Illusioni – Speciale

Ucraina (YouTube) Associazione culturale italiana che dal 24 febbraio 2022 ha messo in piedi una redazione dedicata a Russia e Ucraina con centinaia di ore di contenuti. Punti di forza: aggiornamenti militari settimanali, monografie storiche con Andrea Graziosi (Holodomor, Euromaidan, ideologia putiniana), interviste a storici ucraini come Vitalij Mychajlovs’kyj e Kateryna Zarembo, dialoghi con Anna Zafesova. Anche in formato podcast (Est-ranei).

04

TV italiana

Un archivio televisivo facilmente accessibile per recuperare puntate e lezioni dedicate ai nodi dello speciale.

TV italiana Rai Storia / Rai 3

Rai Passato e Presente

Programma quotidiano condotto da Paolo Mieli, ogni puntata invita uno storico a discutere di un tema. Sul nostro perimetro: la dissoluzione dell’URSS con Adriano Roccucci, la perestrojka di Gorbačëv, la Cecenia, l’Ucraina, l’89-91. Puntate disponibili su RaiPlay senza abbonamento.

05

Podcast

Per continuare ad approfondire anche lontano dallo schermo. I pulsanti portano direttamente alle piattaforme disponibili.

Internazionale

Il Mondo

Internazionale

Quotidiano, ogni mattina venti minuti sulle principali notizie internazionali, con interviste a corrispondenti e analisti. Russia e Ucraina sono presenti spesso.

Mark Galeotti

In Moscow’s Shadows

Substack + podcast

Galeotti, autore di Tutte le guerre di Putin, pubblica un podcast settimanale e una newsletter omonima. Il podcast è denso e tecnico (siloviki, dinamiche interne al Cremlino, kompromat, criminalità organizzata): per chi vuole salire di un gradino oltre il giornalismo divulgativo. In inglese.

Podcast

Liberi Oltre Le Illusioni

Spotify, Apple Podcasts

Versione audio dei contenuti del canale YouTube omonimo (vedi Serie video). Le serie Est-ranei con Anna Zafesova e i dossier Ucraina della redazione dedicata sono particolarmente utili per seguire, mese per mese, le dinamiche del conflitto, della politica russa interna, della società ucraina sotto attacco.

06

Newsletter

Fonti indipendenti e analisi periodiche per seguire la Russia e lo spazio post-sovietico nel tempo, non soltanto durante le crisi.

07

Siti e strumenti digitali

Testate, centri di ricerca, archivi e progetti di monitoraggio da tenere tra i preferiti.

7.1

Italiani

Risorse in italiano per approfondire storia, attualità e memoria dello spazio post-sovietico.

Italia memorial-italia.it

Memorial Italia

Sezione italiana di Memorial, l’organizzazione russa per la memoria storica fondata nel 1989 da Sacharov e altri dissidenti, dissolta dalla Corte Suprema russa nel 2021 e Premio Nobel per la Pace 2022. Nata a Milano nel 2004, raccoglie storici, slavisti, traduttori. Sul sito: archivio sui circa 1200 italiani nei gulag, mappa interattiva del sistema concentrazionario sovietico, bibliografie ragionate, articoli sulla repressione contemporanea. Risorsa unica in italiano per il nesso memoria-attualità. Gratuito.

Italia sezione Letture

Memorial Italia

(memorial-italia.it/home/letture) Pagina specifica del sito di Memorial Italia dedicata alla pubblicazione e diffusione di studi sulla memoria storica e i diritti umani nello spazio post-sovietico. Si articola in tre sezioni: Collane (i progetti editoriali curati da Memorial), Volumi (i libri pubblicati direttamente o in collaborazione) e soprattutto Consigli, una bibliografia ragionata e in costante aggiornamento per chi vuole approfondire da solo.

Italia balcanicaucaso.org

Osservatorio Balcani Caucaso Transeuropa (OBCT)

Think tank e quotidiano online con sede a Trento, attivo dal 2000. Coperture quotidiane su Russia, Ucraina, Bielorussia, Caucaso, Asia centrale, Balcani, attraverso una rete di una cinquantina di corrispondenti. Linea editoriale rigorosa, articoli su Creative Commons. La firma più solida sulla Russia è Giorgio Comai; sui temi caucasici Marilisa Lorusso. Gratuito; abbonamento Patreon a 2 €/mese per contenuti in anteprima.

Italia eastjournal.net

East Journal

Quotidiano online torinese fondato nel 2010, dedicato all’Europa centro-orientale, Balcani, Caucaso, Asia centrale. Redazione giovane di slavisti, dottorandi e ricercatori. Posizione editoriale esplicita: anti-Cremlino, europeista, anti-equidistanza, ma con attenzione alle cause del conflitto. Sezione Russia molto attiva. Buona lista di link consigliati nella rubrica “Non solo East Journal”. Gratuito.

Italia Russia, Caucaso e Asia centrale (ispionline.it)

ISPI

L’Istituto per gli Studi di Politica Internazionale di Milano ha un programma dedicato, diretto da Aldo Ferrari (l’autore di Russia. Storia di un impero eurasiatico, citato sopra). Pubblica analisi brevi gratuite, dossier annuali, podcast (ISPI Daily Focus), e organizza conferenze in streaming. Approccio accademico ma divulgativo, perfetto per chi vuole letture più strutturate dell’attualità.

Italia Centro di Studi e Analisi sulla Russia Contemporanea

CESARC

Nato nel 2023, ha sede presso l’Università di Roma Tor Vergata. Svolge attività di documentazione sulla Russia contemporanea, mettendo a disposizione un’ampia selezione di strumenti d’informazione e approfondimento. Pubblica la newsletter Russia e altrove, a cura di Andrea Romano e Marta Allevato.

7.2

Internazionali

Giornalismo indipendente, OSINT, analisi politica e documenti originali.

Internazionale meduza.io

Meduza

La più importante testata indipendente in lingua russa, fondata nel 2014 a Riga da ex redattori di Lenta.ru. Versione inglese (meduza.io/en) eccellente. Cronaca quotidiana della Russia interna (proteste, repressioni, vita sotto sanzioni), longread, podcast, explainer sui meccanismi del regime. Standard giornalistico altissimo. Bloccata in Russia, classificata “indesiderabile” dal Cremlino. Gratuito.

Internazionale theins.ru/en

The Insider

Testata investigativa russa in esilio, in russo e inglese. Inchieste con Bellingcat sul tentato avvelenamento di Naval’nyj e su quello degli Skripal, sui crimini di guerra in Ucraina, sulle reti di disinformazione del Cremlino in Europa. Standard di verifica delle fonti molto alto: il punto di riferimento OSINT su Russia. Anch’esso “indesiderabile”. Gratuito.

Internazionale bellingcat.com

Bellingcat

Collettivo investigativo OSINT (open source intelligence) fondato da Eliot Higgins. Inchieste-cardine sulla Russia: l’abbattimento del volo MH17 sopra il Donbas (2014), gli avvelenamenti di oppositori, la rete delle truppe Wagner. Articoli, guide alla metodologia, toolkits gratuiti per chi vuole imparare il giornalismo investigativo digitale. In inglese, gratuito.

Internazionale ridl.io

Riddle Russia

Piattaforma di analisi non giornalistica fondata da Anton Barbašin. Articoli di analisti russi e occidentali su politica interna, economia, esercito, élite, regioni. Più “think-tank” che testata: dati, scenari, analisi specialistiche. Bilingue russo-inglese, gratuito. Eccellente complemento alla cronaca quotidiana di Meduza.

Internazionale carnegieendowment.org/politika

Carnegie Politika

Dopo la chiusura forzata del Carnegie Moscow Center nel 2022, gli analisti sono confluiti in questo desk con sede a Berlino. Tat’jana Stanovaja, Aleksandr Baunov, Andrej Kolesnikov: l’analisi più sofisticata sulla politica interna russa disponibile in lingua occidentale. Articoli, podcast (The Eurasian Enigma), commentari. In inglese, gratuito.

Internazionale en.ovd-info.org

OVD-Info

Progetto di monitoraggio indipendente delle persecuzioni politiche in Russia, fondato nel 2011. Dati in tempo reale sugli arresti, supporto legale ai detenuti, statistiche sulle condanne. Per chi vuole numeri, non opinioni: quanto stretta è oggi la repressione, quante persone sono in carcere per il dissenso. In russo e inglese, gratuito.

Internazionale digitalarchive.wilsoncenter.org

Wilson Center Digital Archive

Archivio digitale di documenti declassificati della Guerra Fredda, gestito dal Cold War International History Project. Migliaia di documenti originali sovietici, americani, europei, in lingua originale e tradotti in inglese: telegrammi, verbali del Politburo, comunicazioni del KGB. Risorsa di prima mano per appassionati e storici dilettanti. In inglese, gratuito.

La lunga fine dell’Urss

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