Speciale · Circolo della Storia

La lunga fine
dell’Urss

Dalla perestrojka alla Russia di Putin, dall’Ucraina al Caucaso: due percorsi di lettura per capire la trasformazione dello spazio post-sovietico e le radici del presente.

Introduzione

La lunga fine dell’Urss

Di fronte all’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, il 24 febbraio 2022, una delle più grandi scrittrici russe contemporanee – Ljudmila Ulickaja – ha utilizzato tre parole nette, e diventate subito memorabili, per esprimere i suoi sentimenti dell’oggi: «dolore, paura, vergogna». Per quale ragione? «Dolore, perché la guerra colpisce i vivi: l’erba e gli alberi, gli animali e la loro prole, le persone e i loro figli. Paura, perché c’è un istinto biologico comune, volto a preservare la propria vita e quella dei discendenti. Vergogna, perché è evidente la responsabilità della dirigenza del nostro paese nel creare una situazione gravida di grandi sciagure per tutta l’umanità» (“Novaja Gazeta”, 25 febbraio 2022). Sono parole d’opposizione che manifestano anche disorientamento e mettono in discussione, per noi osservatori, lo stesso significato storico dell’esistenza più che trentennale della Russia post-sovietica.

È proprio per provare ad “orientarsi nel pensiero” che proponiamo questo primo dossier speciale dedicato alla Russia, interrogandoci sulle cause della radicalizzazione di un intero sistema politico, un’involuzione determinata sicuramente dalla contingenza militare, ma anche da fattori di più lungo periodo. L’obiettivo è ambizioso: offrire elementi utili a ricostruire il processo che, in pochi decenni, ha condotto alla fine di un’esperienza, pur travagliata, di riforme, libere elezioni, presa di parola, rispetto dei diritti umani, cooperazione internazionale, alternanza del potere. Oggi, quell’esperimento di transizione pare essere andato in fumo, come già spiegava magistralmente un altro dei grandi scrittori russi contemporanei – Vladimir Sorokin –, lasciando le rovine di un potere piramidale, «forte, crudele, imprevedibile e incomprensibile ai più» (“The Guardian”, 27 febbraio 2022).

Speciale a cura di Antonella Salomoni e Tommaso Piffer

01
Prima puntata

Il collasso del sistema sovietico e le sue conseguenze

Dalla crisi finale dell’Urss alla difficile transizione degli anni Novanta, fino al consolidamento del nuovo sistema di potere russo.

02
Seconda puntata

La Russia e lo spazio post-sovietico

Dalla costruzione del nuovo ordine europeo alle guerre nel Caucaso e in Ucraina, passando per memoria, identità, Nato e trasformazioni dello Stato russo.

Approfondimento

La Nato dopo la guerra fredda: il mito della promessa tradita e le paure dell’Europa orientale

Secondo lo storico Stephan Kieninger, l’allargamento della Nato non fu il risultato di un disegno aggressivo dell’Occidente contro Mosca, ma un processo promosso soprattutto dai paesi dell’Europa centrale e orientale. Il problema irrisolto, fin dagli anni Novanta, fu l’assenza di una visione condivisa tra la Russia e l’Occidente sulle regole del nuovo ordine europeo

Leggi
Strumenti dello speciale

Per orientarsi, continuare a leggere, tornare alle fonti

Le due cronologie interattive e la guida a libri, film, podcast, newsletter e archivi raccolgono il materiale di orientamento che accompagna gli articoli.

Dall’archivio

Altri percorsi

Tre articoli pubblicati negli anni scorsi che dialogano con i temi dello speciale.

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